“Aiutateci”, il presidente del Consiglio è in sala e si concede un bagno di umiltà

Roma. laggiù, Al centro della sala la fiducia del presidente è sempre la stessa. Parla ad alta voce, con la pausa “corretta”, la pochette bianca e la maschera risaltano sul vestito blu. Parole premurose e fredde: il primo applauso della sua famiglia inizia dopo sette minuti: con la pietà che scorre per la classe, questo silenzio è quasi eterno. Ma Giuseppe Conte ha tenuto un discorso insolitamente ricco di disprezzo e ad un certo momento si è chiesto, senza rispondere: “Abbiamo sempre preso le decisioni giuste?” Pare sia stato colpito dall’umiltà, come tutti, ma subito dopo Conte ha sollevato quell’immagine sobria con un’espressione irrazionale: “A tutti quelli che hanno a cuore le sorti dell’Italia, oggi chiedo: aiutaci! Aiutaci a ricominciare”.

Aiutaci, ripeti due volte. Un po ‘un appello “Contiana”, ma che corrisponde perfettamente alla richiesta ricevuta da Conte per un bagno di umiltà. La richiesta di raccogliere, attraverso i vari canali, tutti i dirigenti della vecchia maggioranza, Di Maio, Zingaretti e Renzi. Ma nel progressivo aggiustamento dell’immagine e del profilo politico che ha visto partecipare Giuseppe Conte per due anni e mezzo, il discorso del 18 gennaio 2021 rimarrà il discorso di “aiutaci”. Per il resto il premier ha tenuto due discorsi, fissati da un ministro democratico, “senza errori ma anche senza martellamenti”.

Nella posizione del presidente del Consiglio, al centro dell’aula di Montecitorio, Conte si è presentato, aggrappato a una pila di carte: l’intervento è stato scritto con cura, archiviato e infine licenziato per la versione giusta. Leggi Conte, e rinuncia ad “andare oltre” la retorica informale. In 55 minuti del suo intervento iniziale, Conte ha tenuto un discorso completamente diverso dal discorso duro e frontale che Matteo Salvini ha contestato nell’agosto 2019 in Senato. Questa volta un discorso che sembra sia stato scritto utilizzando un “correttore automatico” per combattere gli errori critici: un intervento volto a ricercare, non subito ma nei prossimi giorni, di quelli che il presidente del Consiglio a un certo punto aveva ribattezzato “il desiderio”.

Da Conti Pete a Going to Manager: Promise Change, Promise Legislative Charter, Promise Proportional Order. Ma dopo essersi preso una pausa, Conte ha usato un’espressione contraddittoria, facendolo cadere in coda, che ben poco si è accorto: “Sono pronto a fare la mia parte”. Conte è finalmente pronto per condurre una festa? Nella sua risposta, Conte ha usato tre volte un termine altrettanto contraddittorio. Parla di un “progetto” indefinito a cui i manager possono guardare. quando? Ad esempio? Perché? Per ora Conte deve ancora concedere altro.

E la lezione? Nei volti e negli atteggiamenti delle donne, di tutte le donne, dalle prime ore del mattino si legge una catena di ansia. Tutti sanno che se sbagliano questa volta, potrebbero non tornare presto. Maria Elena Boschi, che non ha mai differito nella sua vita politica con Matteo Renzi, suggerisce un look tutto nero – vestito e mascheraina neri – e un atteggiamento conservatore: i voti di classe salgono e scendono in un silenzio impenetrabile. Una situazione completamente diversa rispetto a un personaggio loquace come Renato Brunetta. Prima che Conte arrivi in ​​aula, Brunetta “fa il giro” al governo, parla, dà e chiede informazioni. Poi, al momento del conteggio finale, chi lo ha contato tra i massoni rimarrà deluso. Un voto di sfiducia.

L’opposizione si è limitata a presentare discorsi infiammatori. Durante il discorso di Conte, il centrodestra si è affidato al “catalogo” delle controversie più tradizionali: terminato il primo intervento del presidente del Consiglio, sui seggi di centrodestra sono apparsi i segni: “Conte si è dimesso”. Nel repertorio appartengono anche le molestie nel discorso del premier, le battute che il premier è andato effettivamente “a cercare”. La sequenza si è conclusa alla fine della mattinata, quando Conte ha presentato le sue argomentazioni per dare dignità ai responsabili delle operazioni. Per sostenere il governo, ha detto Conte, “Abbiamo bisogno di donne e uomini che sappiano evitare l’egoismo, liberarsi dalla tentazione di guardare al guadagno personale, abbiamo bisogno di persone disposte a sostenere …”

Certo, le parole pronunciate per conferire nobiltà al cambio di giacca, per invogliare aspiranti disertori, ma il risultato infiammò i sedili di centrodestra, mentre le urla del campanello si alzavano. Conte fece una pausa, bevve e riprese. Seguendo il testo scritto nelle scorse ore e insistendo: “Chi ha idee e progetti, la volontà di diventare con noi costruttori di questa alleanza, votata al perseguimento dello sviluppo sostenibile, sa che questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva…”. A questo punto si sono alternati i seggi della Lega: “La casa della Patria!” E rinforzi: «Mastela, Mastela».

Scherzi dolci e amari hanno aperto la strada agli interventi di Giorgia Meloni, leader della Lega Ricardo Molinari, di Forza Italia Maria Stella Gilmini, discorsi “duri” ma confermati: il centrodestra non ha mai voluto entrare in partita. , Non hai organizzato una campagna di acquisto uguale e contraria. I risultati si sono visti in serata: la linea “Aiutaci” ha registrato il suo primo successo.

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