“Cercheremo di approvarlo già questa sera.” Ecco le nuove regole

DpcmPrimo, lo è Giuseppe Conte, oggi in TarantoAnnuncia che stasera il governo tenterà di annullare il nuovo provvedimento. “Siamo impegnati per Dpcm”, ha detto il presidente del Consiglio al termine del suo intervento alla cerimonia di apertura della nuova sede della Facoltà di Medicina di Taranto, “proveremo a licenziarlo questa sera presto”.

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Le nuove regole

Il Quarantena Si scende a 10 giorni, con i positivi che devono fare un tampone per “ uscire ” dall’isolamento, e arriva il via libera per rapidi test di stretti contatti. Il Maschere Dovrebbero essere utilizzati anche per l’attività fisica all’aperto, quindi per camminare ma non per fare jogging e jogging. E ancora: stop alle feste private e più controlli contro la vita notturna, e aumento dell’uso dello smart work nella pubblica amministrazione. Il governo sta lavorando per adeguare le misure che affluiranno nel nuovo Dpcm per sottolineare la linea che il premier Giuseppe Conte ha ripetuto più volte nei giorni scorsi: non ci sarà un nuovo blocco nazionale ma una serie di interventi “mirati e avanzati” per fermare la crescita del contagio.

Siamo costretti a stringere le camicie, conferma il ministro della Salute Roberto Speranza – Con interventi specifici in alcune delle zone più vulnerabili per controllare la curva e non adottare misure più stringenti. Il pacchetto, che sarà approvato entro il 15 ottobre, data in cui scade l’attuale decreto esecutivo, è finito sul tavolo del comitato tecnico-scientifico in una riunione urgente convocata dal ministro della Salute Roberto Speranza per incontrare specificamente scienziati ed esperti e definire meglio gli interventi. A partire da come indurire il sistema di prova, ci sono state difficoltà per diversi giorni nel fare le salviettine in molte città. Così si è deciso di ridurre il periodo di quarantena da due settimane a 10 giorni e ai pro, per uscire dall’isolamento, non sarà più necessario il doppio buffer negativo, ma ne basterà uno. Sarà una circolare del Direttore Generale della Prevenzione, Ministero della Salute, Giovanni Reda, che chiarirà le procedure.

Il CTS ha identificato quattro diversi tipi di situazioni: positive asintomatiche, positive ai sintomi e positive asintomatiche che sono incapaci di auto-negazione e di stretta comunicazione. Il primo dovrà osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, per poi subire uno striscio molecolare; Anche i sintomi devono essere sottoposti a isolamento per 10 giorni, ma prima di essere sottoposti al solo tampone molecolare, a patto di aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà possibile un test rapido da parte dei medici di base. Come ha assicurato il commissario per le emergenze Domenico Arcuri: entro una settimana ci saranno 5 milioni di test antigenici, “un certo numero di essi sarà a disposizione dei medici di base” per questo tipo di diagnosi. L’ultima categoria è quella positiva che non si trascura. Anche per loro, dieci giorni di quarantena e isolamento molecolare, ma l’isolamento finirà comunque dopo 21 giorni perché la carica virale dopo quel tempo è così bassa.

Ma a un tavolo Governo Restano però diversi problemi, come testimonia il rifiuto del ministro della Salute Roberto Speranza di un documento circolante che contiene una serie di “proposte di nuove misure urgenti per contenere il contagio in tutto il Paese”. “È falso”, dice Speranza, ma affermano altri ministri, parlando di una “bozza di lavoro” che sarà parzialmente incorporata nel Dpcm. Ma nel documento c’è una serie di interventi già annunciati nei giorni scorsi da varie fonti governative, di cui si è parlato anche durante l’incontro e che verranno chiariti dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia per le regioni: Da quelli per ridurre la vita notturna – chiusura bar e pub Ristoranti alle 24 e distributori automatici di bibite alle 21 per evitare di mangiare fuori dall’edificio, fermandosi a eventi di massa e sport di contatto amatoriali come il calcio.

“Lavoreremo su raduni, orari di club e sport dove le maschere non possono essere usate e stare lontano da voi”, sottolinea il ministro, che ha ribadito il divieto di feste private, anche se non sembra che tutti al governo siano su questa linea. La misura dovrebbe prevedere anche un’espansione dello smart work al 60-70%, per ridurre non solo le opportunità di comunicazione ma anche di movimento, mentre resta dubbio che la partecipazione del pubblico agli eventi sportivi e agli spettacoli aperti al pubblico in teatri, cinema e sale possa essere limitata. Concerti. La legge attualmente in vigore consente 1.000 persone all’aperto e 200 all’interno, e l’idea era di dimezzare quei numeri. La questione delle maschere è stata invece al centro di un bollettino del presidente del Consiglio del Viminale Bruno Frattasi. Il ministero, infatti, ha precisato che sono esonerati dall’obbligo di utilizzo all’aperto “solo coloro che svolgono un’attività sportiva in corso e non un’attività sportiva, non sono esentati dal relativo obbligo”. Il chiarimento ha sollevato una serie di interrogativi nel corso della giornata su cosa si intendesse per attività motoria, fino a quando il ministero dell’Interno ha chiarito: “La corsa e il jogging possono continuare senza l’impegno di indossare una maschera”, anche a livello amatoriale, perché sono “legati all’attività sportiva”. Si attiva invece l’aderenza per chi cammina.

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Sala Controllo Zone Boccia

Secondo i rapporti, la riunione della sala di controllo tra il ministro degli Affari regionali sarà alle 17:30 Francesco Boccia Con th Regioni E le autorità locali per valutare le misure da introdurre Nuovo Dpcm. Il nuovo decreto, che doveva essere approvato domani, non esclude che fosse già stato varato questa sera.

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“Leggo ancora interviste e dichiarazioni o ricevo appelli dal mondo dello spettacolo sulla presunta volontà del governo di ridurre il limite di 200 persone al chiuso e 1000 all’aperto per spettacoli dal vivo e cinema. Non c’è pericolo del genere”. E ‘quanto ha affermato il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, confermando : “In dpcm questi limiti saranno confermati con un accento sulla possibilità di inadempienze alle Regioni. Le eccezioni finora concesse dai decreti regionali saranno sottoposte alle proprie leggi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri”.

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Una chiusura notturna dei 25mila bar italiani operanti di notte comporterebbe un calo del loro fatturato di 8 milioni al giorno, pari a 250 milioni di euro al mese. Sono le stime di Fipe, associazione di ristorazione Confcommercio di fronte alle voci su un possibile imminente inasprimento degli orari dei bar anti-COVID.

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Ultimo aggiornamento: 14:08


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