Dpcm in vigore da domani: il 70% dei lavoratori intelligenti, dei bar e dei ristoranti chiude a 24 anni, più la formazione a distanza delle scuole superiori

In vigore dal 19 ottobre

Il confronto notturno tra il governo e le province è stato intenso. La discussione – che la maggior parte delle fonti ha definito “molto tesa” – ha tuttavia portato a una combinazione di misure diverse: dalla sosta a mostre e convegni alla premessa di vietare il consumo di alcol stando all’esterno dell’edificio dalle 18:00. Tuttavia, dovrebbe essere lanciato lo stesso giorno ed entrare in vigore lunedì 19 ottobre.

Smart funziona al 70-75% nella PA

In linea con le proposte del Comitato tecnico-scientifico, la nuova enfasi per evitare più infortuni si concentrerà sul lavoro intelligente, portandolo dal 50 al 70-75% nella pubblica amministrazione. Con riferimento a incoraggiarlo il più possibile anche nel settore privato. Il ricorso allo smart work (pari o superiore al 70%) per tutti i lavoratori, a cominciare dai lavoratori del settore pubblico non coinvolti nella gestione delle emergenze, è una delle richieste delle regioni.

Fantastico agli orari di ammissione alle scuole superiori

Si discute sulla regolamentazione dell’orario delle scuole superiori e dell’università, per alleviare la pressione sui trasporti pubblici, pur mantenendo una presenza in aula, come suggerito dal CTS. La premessa sulla lavagna include l’ingresso alle 11 e una parte di apprendimento a distanza. Le misure non escludono la riduzione della capacità massima degli autobus.

Chiusura anticipata di pub e bar: verso i fiordi locali

Per i bar e ristoranti, i quartieri scelgono di confermare le attuali aspettative per la chiusura delle attività di ristorazione alle 24.00, specificando che la successiva apertura non potrà avvenire prima delle 5.00. I giudici richiedono anche una scala graduata che consenta il consumo al tavolo solo dalle 18:00. Al momento l’ipotesi di una sosta presso parrucchieri e centri estetici non è sul tavolo, mentre la sosta a fiere e convegni può essere temporanea.

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Non è stata presa la decisione di chiudere palestre e piscine

Fonti del ministero dello Sport affermano che “non è stata ancora presa alcuna decisione sulla chiusura di palestre e piscine”. Che ha sottolineato “come il settore abbia affrontato enormi spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza e che non ci siano prove scientifiche che condannino lo scoppio della malattia per quanto riguarda la formazione individuale in contesti controllati”. Ci sarà il rischio di un’eventuale chiusura di attività che sono già state testate attraverso la chiusura. Si moltiplicano gli appelli al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sui social per evitare la chiusura di 100mila centri sportivi nel Paese. “I centri sportivi possono infatti – si legge – accompagnarci e sostenerci psicologicamente attraverso la disciplina e il pieno rispetto dei protocolli in questo momento difficile”. I distretti si sono opposti a possibili restrizioni alla chiusura delle palestre.

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