Il commissario alla Salute Coticelli si dimette dalla Calabria. Conte: “I cittadini meritano qualcuno che sappia affrontare la complessa sfida”

Ha presentato le sue dimissioni questa mattina, ma il presidente del Consiglio lo ha informato direttamente del “licenziamento” Giuseppe Conte. Il Commissario alla Salute della Calabria Saverio Cotticelli Deve essere sostituito con effetto immediato. Sebbene il processo di nomina del nuovo Commissario sia un processo molto complicato, voglio firmare il decreto già nelle prossime ore. La famiglia calabrese – leggendo un comunicato del presidente del Consiglio – merita da subito un nuovo assessore pienamente in grado di affrontare la complessa e impegnativa sfida sanitaria ”. E dal Ministero della Salute hanno annunciato che“ nelle prossime ore è già prevista la nomina di un nuovo assessore per la Calabria ”. Lo stesso è stato confermato dal ministro degli Affari. il Sud , Baby Provenzano“L’attuale Commissario alla Salute in Calabria non può restare in carica un minuto. Il governo avvierà la nuova nomina, sulla base del nuovo assessore previsto nel Cdm”, ha firmato su Facebook.

Una procedura invocata da molte parti. Nella notte il sindaco di Reggio Calabria è stato, Giuseppe ValcomataPer richiedere le dimissioni immediate o l’allontanamento di Coachelli. In mattinata è stato raggiunto da 97 sindaci dell’area metropolitana della città di Calabria per lo stretto, che hanno richiesto un documento presentato in provincia non solo un nuovo assessore, ma anche interventi urgenti per far uscire la Calabria dalle zone rosse, tra cui l’aumento dei posti in terapia intensiva, il reclutamento di personale medico e paramedico, E costruisci il Covid-19 Regional Center. Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, invece, ha annunciato: “Stabiliremo la possibilità di agire in giudizio” con le amministrazioni comunali e locali che rappresento, se le parole di Coticelli rivelassero immagini dei delitti ”. Ma nel giro di poche ore nessun politico calabrese non ha criticato l’assessore incaricato. Due anni fa dall’allora ministro dell’Economia, Giovanni Tria (Tecnico) in accordo con il Ministro della Salute, Julia Grillo (M5s) e previa consultazione del Ministro degli affari regionali Erica Stephanie (campionato) ed è stato confermato il 19 luglio 2019.

Intanto il rapporto della Lazio ha deciso che non ci sarebbe stata l’urgente sospensione cautelare del Dpcm lo scorso 3 novembre, in cui la Calabria era inserita nelle “zone rosse” italiane. Il relativo appello, proposto dalla Regione, celebrerà la discussione di gruppo davanti al tribunale in Camera di Consiglio il 18 novembre.

Ultimo errore di Coachelli

Il generale Coticelli ha ricevuto un brutale rifiuto dopo la sua apparizione televisiva in cui ha dimostrato di sapere poco o nulla del settore che avrebbe dovuto governare. Per quanto riguarda i microfoni del Titolo V di Rai3, il generale ha detto che i numeri della Calabria non erano così preoccupati che la Calabria fosse inclusa nelle zone rosse, anche se non aveva idea delle vere Terapie Terapeutiche degli Ospedali della zona. Non più di 113, secondo il capo anestesista e rianimatore della Calabria, Domenico MinnitiUn numero imprecisato secondo Coticelli, che dovrebbe chiamare il suo vice, Maria Croco Guadagnare luce e rischiare -161 carattere – grazie al suggerimento di qualcuno che non compare nel video, ma che è fuori campo si identifica come un “usciere”. Numeri che contrastano anche con il numero 152 che il distretto ha recentemente segnalato alla sala di controllo, su 21 parametri per determinare il livello di allerta.

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“Giallo” è nel piano Covid

Ma la più grave “accusa” contro il generale è l’apparente sbandamento del piano Covid, di cui ha “scoperto” di essere responsabile solo rispondendo alle domande del giornalista, dimenticandosi inoltre di aver accettato il piano di riorganizzazione ma di non fare nulla Dalla carta alla realtà. Le date sono state confermate anche dal ministero, dal quale si è appreso che il 18 giugno è stato approvato dal Commissario della Calabria il piano Covid-19 (art. 2 del d.lgs. 34/2020) per rafforzare la rete degli ospedali di emergenza. , È stata fusa il 3 luglio, con approvazione del Ministero della Salute il 16 luglio e successivamente inviata al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. Il problema è che tutto è rimasto nell’elenco degli annunci.

È per questo – e uno dei motivi che lo ha portato a contendere così a lungo con il ministero – quel Commissario Arcuri Coticelli, che il 19 ottobre ha individuato aziende sanitarie e ospedali regionali come attuatori del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera alla luce dello stato di emergenza. Covid. Traduzione, entro sette giorni, le strutture dei commissari locali dovevano inviare a Roma la pianificazione operativa degli interventi per adeguare le strutture alle indicazioni dettate dal Ministero di Roberto Speranza ed erano determinate ad essere responsabili non solo dell’effettiva attuazione, ma anche dell’acquisto delle attrezzature mediche e del trasporto – 50 auto Ambulanza Covid – prevista nel piano di riorganizzazione.

Il labirinto sanitario della Calabria

Si tratta dell’ultimo atto di forza necessario per mettere ordine nel caos sanitario della Calabria, dove era un commissario di 13 anni gravato di debiti, infiltrato da clan e incapace di rispettare livelli minimi di assistenza. Un labirinto, divenuto più complesso a causa delle misure emanate rapidamente nelle prime fasi dell’epidemia, che hanno identificato la regione come attuatore per l’acquisto urgente di attrezzature, DPI e ventilatori, nonché processi di reclutamento per integrare sezioni non presidiate, con un piccolo tesoro designato come eccezione al piano di pagamento a cui era esposto Calabria da tempo.

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Una situazione senza precedenti negli ultimi dieci anni. Per la prima volta il capo del distretto – in quel momento, appena eletto Julie Santelli, Morto da poco – aveva la libertà di azione e i fondi per intervenire nel disastro calabrese. Così è stato stabilito con Decreto n. 630 emanato dal Capo della Protezione Civile, Angelo BorelliSu questa base, l’11 marzo, l’allora presidente Santelli ha creato l’Unità di Crisi – che in tutta Italia è il cuore della gestione dell’emergenza – una task force, divenuta un elefante nel corso dei mesi, e ha approvato un “piano operativo per la gestione delle emergenze”.

Il piano operativo approvato durante l’emergenza

La notizia è stata presentata dalla Regione con una nota in cui si afferma che “il Presidente Jules Santelli, d’intesa con il Commissario Generale Straordinario Saverio Coticelli e con il sostegno del Ministero della Salute, ha approvato il Piano che prevede 400 posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva per le regioni nord, centro e sud della regione”, con un’accurata distribuzione Per singoli spazi ospedalieri. Nella stessa nota compaiono per la prima volta gli hotel Covid, ancora inesistenti in Calabria, che “oltre alle strutture di proprietà dell’area, sono state individuate le strutture adeguate con l’agenzia dei beni confiscati su tutto il territorio regionale, nonché strutture ai militari”. Cosa fossero, nessuno lo sapeva prima. Lo stesso si può dire per i numeri reali del piano di assunzioni straordinario, in base al quale – secondo la nota dell’11 marzo – sarebbero dovuti arrivare ai reparti 300 professionisti medici e laureati, 270 infermieri e 200 OSS, nominati a tempo determinato Calabria. Quello che è stato fatto non è mai stato saputo.

Recentemente, il presidente ad interim, Nino Spirlo, ha introdotto una sorta di lista della spesa in base alla quale, circa 45 milioni stanziati “7.993.950 euro per premi di lavoro per personale sanitario regionale, amministrazione e settore, impegnato direttamente in attività antiemergenza”. Covid. ” Altri 3.197.580 euro sono stati destinati all’assunzione di infermieri (anche scolastici, che non avevano mai aderito al servizio) alle autorità sanitarie regionali, mentre “a marzo” circa 18 milioni di euro sarebbero andati alle aziende del sistema sanitario regionale per assumere Personale sanitario aggiuntivo. Altri 15 milioni – afferma Spirlì – “sono già stati spesi per acquisti centralizzati (dall’acquisizione di DPI ai reagenti, dalle salviettine ai sanitari), e una parte è stata denunciata da singole aziende”. Non si sa in cosa si sia tradotto, ma il quadro sanitario regionale è ancora lontano anni luce dalle linee guida del Ministero della Salute.

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La fine della prima fase di tutela della regione

Dopo la fase più drammatica dell’epidemia, il governo ha deciso di lavorare al rafforzamento della rete ospedaliera nazionale in previsione di una possibile seconda ondata. Ma con il decreto n. 34 della primavera scorsa la responsabilità è ricaduta sul commissario Coticelli, che aveva anche un sistema di fondi stanziati con il primo decreto calabrese per la regolamentazione del settore sanitario, tra i “compiti a casa” arretrati. Il 18 giugno è stato avviato il primo piano di riorganizzazione, inviato dal ministero come insufficiente, completato e approvato a luglio. È rimasto sulla carta.

La regione non è piaciuta affatto perché era emarginata. Lontano da occhi indiscreti per diversi mesi, il presidente Santelli ha litigato con il commissario. La guerra è rimasta muta fino alla pubblicazione della lettera inviata dal governatore al presidente del Consiglio Conte per lamentare che il nuovo piano, che – si leggeva – “ribalta completamente l’approccio precedente e per quanto mi riguarda trovo difficile attuare” sia stato preparato senza coinvolgere la regione, e nonostante ciò sia stato varato dal ministero competente . Insomma, da qualche parte – almeno sulla carta – il piano c’è. Il problema è che è rimasto lì, solo per essere inviato in parte alla realizzazione – almeno per quanto riguarda la rete ospedaliera – dal Commissario Nazionale Arcuri. Ma potrebbe essere troppo tardi.
La scarsa battuta d’arresto, infatti, ha finito per essere uno dei fattori che hanno portato alla decisione di inserire la Calabria tra le regioni rosse. Decisione contestata dal presidente ad interim, Nino Spirlo, e dalla maggioranza del centrodestra, che ha convocato un consiglio regionale per approvare un documento che chiede il passaggio della regione tra le regioni gialle. Quali sono i criteri, anche questo è un mistero. Anche perché il capo della Stazione Spaziale Internazionale, durante una conferenza stampa tenuta per spiegare i criteri con cui venivano definite le zone rosse, ha chiarito che la Calabria aveva un problema con la raccolta e la trasmissione dei dati.

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