Primo ruolo di Switch: Conte e Speranza preparano le new entry

Club, bar e ristoranti chiudono a mezzanotte. Divieto di bere e di consumare bevande alcoliche all’esterno dello stesso edificio dopo le 21 per interrompere la vita notturna dei ragazzi. Un rigoroso limite di 30 ospiti per cerimonie legate a cerimonie come battesimi, lauree e matrimoni (ma non in chiesa, poiché le regole sulla capacità non cambiano). La premessa di vietare feste con più di 10-15 ospiti anche nelle case private. Raccomandazione dell’uso delle maschere anche in casa tra i non conviventi. E l’interruzione degli sport di contatto con i dilettanti, a cominciare dal calcio. È la campagna emanata dal vertice di tre ore a Palazzo Chigi con i Ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, il Sottosegretario di Stato Riccardo Fraccaro, ei Capi Delegazione di Maggioranza Dario Franceschini (Pd), Alfonso Bonafede (M5S), Teresa Bellanova (IV) per fare il “Buono” “Per le misure per combattere Covid. Il pacchetto verrà discusso domani pomeriggio In un incontro con il ministro Esperanza Con il comitato tecnico scientifico, e poi sul tavolo regionale. Riguardo a quanto ha detto Bouquia, è ottimista, convinto di condividere le procedure. Sono necessari due passaggi in quanto è veloce, che dovrebbe consentire al PM di rilasciare il nuovo Dpcm lunedì sera. Almeno questo è il punto.

L’aumento dei casi, seppur modesto – 5724 nuovi positivi oggi – e le pressioni sanitarie in diverse regioni, a cominciare da Lombardia, Veneto e Campania, nonché l’allarme sociale che ha cominciato a diffondersi tra i cittadini, hanno spinto il governo a fare pressione sull’acceleratore. La scadenza è prevista per giovedì 15, data in cui si concluderanno le procedure attualmente in atto. Pertanto, è la corsia preferenziale per rendere il sistema sanitario il più sicuro possibile, così come il sistema scolastico e produttivo. Il Santo Tremorty ha spiegato che il governo lo sta monitorando per giorni e ora senza fermarsi. Perché al momento i dati di Speranza sono in allerta ma non (ancora) in allerta rossa: in terapia intensiva si paga in media il 5%, solo in alcune zone si supera il 10% e il virus – spiegano gli esperti – ha un tasso di mortalità. Venti volte inferiore al tasso di mortalità nei mesi bui della chiusura. Tuttavia, l’immagine si sta sviluppando così rapidamente che ci si può aspettare un balzo in avanti. E con esso, ci sono limiti alla circolazione tra città o regioni, di cui il Primo Ministro non vuole tener conto in questo momento.

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Pertanto, dal tavolo esecutivo, è uscito il pacchetto vincolo immediato. Una “serie di rigori” fortemente voluta da Dario Franceschini ma anche da Boquia. Il divieto di radunarsi – o parcheggiare – davanti a bar, discoteche e ristoranti è stato dato per scontato per evitare folle di bambini distratti per quanto riguarda l’uso della maschera, che è fissato alle 21: dopo quel tempo o si trova posto a tavola o si torna a casa. Dovrebbe invece essere sollevata a mezzanotte la chiusura anticipata degli stessi locali e ristoranti, ipotizzata alle 23 come deciso da Vincenzo de Luca in Campania. Un modo per soddisfare ristoranti e commercianti, già intenzionati a diminuire negli ultimi mesi. A questo punto è inevitabile inserire un “numero limitato” nelle cerimonie, battesimi, affermazioni, comunioni, funerali e matrimoni: poco più di 20 ospiti che la Campania ha già creato, parliamo di 30. I numeri non sono ancora stati determinati. Va notato, tuttavia, che non si riferirà a luoghi di festa: per chiese e municipi continueranno ad applicarsi i limiti di capacità attuali e si applicheranno restrizioni alle celebrazioni successive. E c’è un’altra previsione dolorosa per molti: il governo è diretto a fermare gli sport di contatto amatoriali, interrompere un’altra catena di infezioni, soprattutto tra i giovani, e proteggere l’insegnamento nelle scuole per il momento. Finalmente, dall’alto ci dirigiamo verso confini molto stretti anche ad incontri gioiosi nelle case private: niente feste. Presuppone un massimo di 10-20 persone. Palazzo Chigi vuole imporlo come un obbligo – seppur difficilissimo da attuare e soggetto a proteste e ricorsi – piuttosto che una semplice “raccomandazione” che potrebbe avere scarso effetto. Invece, sarebbe la raccomandazione più diretta alle aziende di tollerare e incoraggiare anche il lavoro intelligente dei dipendenti nei prossimi mesi.

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Ci sono due principi guida generali su cui il governo ha agito. Il primo è proteggere il più a lungo possibile le trincee della scuola e della produttività – fabbriche, aziende, industrie, cantieri edili e commercio – invece di sacrificare le aree della “vita notturna” e della “catena di intrattenimento” – bar, ristoranti, cinema, teatri, concerti, celebrazioni, feste private e aperitivi – con divieti di riunione, chiusure anticipate e altro. Dalle limitazioni di capacità. Il secondo principio guida è del tutto politico: espandere al massimo il Fronte d’Accordo, sia tra le forze maggioritarie che poi anche in Parlamento, ma anche cercando di seguire il dialogo con le regioni che saranno strettamente consultate al momento della notizia.

Strada non facile, visto che al Fronte dei Governatori non piaceva il divieto di decreti più morbidi di quelli governativi, imposto dai ministri Francesco Boquia e Roberto Speranza. Ed è un fronte eterogeneo, dal “ribelle” Giovanni Totti – che lo vede “prendere di mira i giovani e la popolazione locale perché vogliono vivere la propria vita” – al “governatore autonomo Luca Zaia – che chiede allo Stato di permettere ad ogni regione di prendere decisioni per sé – fino allo” sceriffo ” Vincenzo de Luca, che soffre di un sistema sanitario sovraccarico e una porzione di cittadini (ragazzi) è riluttante a indossare maschere da esterno: “Speriamo di non dover trovare alternative entusiasmanti, ma dobbiamo collaborare tutti. Ha ammonito per l’ennesima volta ieri sera.

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