Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Bolzano in arancione. Nuovi colori dai due

L’Italia è tornata Giallo. Da lunedì infatti solo 5 regioni (PugliaE il SardegnaE il SiciliaE il Umbria E la contea autonoma Bolzano) Rimarrà in Zona arancione.
Tutti gli altri, incluso Lazio Oggetto di un lungo dibattito su una dettagliata interpretazione di Dpcm Creato dal Ministero della Salute nonostante i dati esistenti si vantava terzo RT I più bassi del Paese (0,73), entrano nello scenario di tipo 1. Cioè possono tornare a respirare “nella zona gialla” nastro H Ristoranti È stato riaperto fino alle 18:00 ei cittadini potevano circolare liberamente all’interno della loro area. Ma solo da lunedì perché, come dice il ministero, bisognerà attendere la scadenza del decreto in vigore per passare da un colore all’altro. Non importa se nelle ultime due occasioni è stato fatto diversamente, e così i cittadini, o soprattutto, i commercianti e i ristoratori si sentono confusi.

Osservazione

Gli italiani hanno acquisito maggiore libertà sul campo, come dimostrano i dati di monitoraggio settimanale condotti dalla Stazione Spaziale Internazionale tra il 18 e il 24 gennaio e analizzati ieri sera, in occasione della regolare conferenza stampa in sala controllo. Il miglioramento più significativo è stato correlato all’indice Rt che ha continuato il suo calo da 0,97 dell’ultima osservazione all’attuale 0,84, stabilendosi per la seconda settimana consecutiva sotto 1. Solo l’Umbria, che ha Rt a 0,95, è attualmente classificato come un fattore di rischio elevato.

Espandendo l’analisi al livello bisettimanale, è diminuito anche il numero di persone ricoverate in terapia intensiva – 2.487 il 19 gennaio e 2.372 il 26 gennaio – e il numero di persone ricoverate nei distretti medici, da 22.699 (19 gennaio) a 21355 ( 26 gennaio). Soprattutto, il tasso di occupazione delle famiglie a livello nazionale è ora al 28%, entro una soglia di 30 identificata come critica.

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lesione

Meno ottimismo tra gli esperti Silvio Brusavero, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, e Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, sono meno ottimisti sul contagio. A livello nazionale, infatti, è diminuito nelle ultime due settimane da 339 casi ogni 100.000 abitanti a 289, ma è decisamente “ancora lontano” dai livelli di allerta. O meglio, come si legge nel rapporto pubblicato ieri, “livelli che consentirebbero un completo recupero dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei loro contatti su tutto il territorio nazionale”, cioè nella fascia di 50 casi ogni 100.000 persone. Prosaviero e Reza hanno detto che in pratica l’epidemia è ancora “in una fase delicata e un nuovo rapido aumento del numero di casi è possibile nelle prossime settimane, se le misure di mitigazione non sono rigorosamente mantenute a livello nazionale e regionale”. Tutto sommato le indicazioni chiare: quasi tutta l’Italia in zona gialla sta bene, convinta che questa non sia libera.

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Ultimo aggiornamento: 30 gennaio, 00:24


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